OSSERVATORIO MADE IN

Mercoledì, 13 Dicembre, 2017

JEANS ETICO Quanto costa un paio di jeans prodotto senza far male a nessuno

Notizia del 21/06/2016

Se li avete pagati meno di 20 euro, vengono probabilmente da fabbriche che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori e l'ambiente

Le aziende di abbigliamento, sia della cosiddetta “fast-fashion” che di abiti più costosi, sono spesso criticate per le condizioni di lavoro di alcune fabbriche in cui producono i capi. Molte appaltano parte della produzione ad altre società che fabbricano tessuti o indumenti in paesi dove la manodopera costa pochissimo e le condizioni di sicurezza dei lavoratori non vengono rispettate. Di questo problema si parlò a lungo dopo il crollo, nell’aprile 2013, del Rana Plaza a Dacca, in Bangladesh: un palazzo di nove piani con moltissimi laboratori di manifattura tessile, in cui morirono 1.129 persone. La rivista Refinery29 ha pubblicato un articolo della giornalista Alden Wicker, che cerca di capire quanto costerebbe un paio di jeans realizzato senza sfruttare o mettere in pericolo chi lo fa.
Quanto costa produrre un paio di jeans
Wicker scrive che il tessuto per produrre un paio di jeans in Bangladesh costa 4 dollari, cioè poco più di 3,5 euro. Il salario minimo per i lavoratori del settore tessile in Bangladesh è 68 dollari (61 euro) al mese e secondo la ricostruzione di Wicker, produrre un paio di jeans in Bangladesh costerebbe 4,45 dollari (circa 4 euro). A questo costo andrebbero aggiunti quelli delle zip, dei lavaggi, delle rifiniture, delle misure di sicurezza nelle fabbriche, e poi i costi di spedizione, di magazzino, le tasse e le spese per il marketing. Per questa ragione, secondo Wicker, il fatto che vengano venduti jeans a 5 dollari o poco più indica probabilmente che i lavoratori che li hanno prodotti siano stati sfruttati.
Amie Gaines, stilista di Level 99 Jeans, un’azienda americana che produce jeans, ha detto a Wicker che i jeans che costano meno di 20 dollari (cioè 18 euro) non sono stati realizzati in modo etico, a meno che il negozio non li venda in perdita.
I rischi per la salute dei lavoratori
Oltre allo sfruttamento dei lavoratori, ci sono altri modi scorretti con cui un’azienda può risparmiare sul costo dei jeans: riguardano soprattutto le tecniche di produzione. Per esempio, il 90 per cento di quelli prodotti in Cina viene colorato di blu con una tintura sintetica ricavata da catrame e agenti tossici. Greenpeace ha scoperto che nei corsi d’acqua vicini alle fabbriche di tessuto denim di Xintang (ribattezzata “la capitale mondiale dei jeans”) si trovano cinque diversi metalli pesanti, il cadmio, il cromo, il mercurio, il piombo e il rame, che sono pericolosi per la salute delle persone. Secondo una ricerca dell’Università del Vermont sui jeans di Levi’s, la tintura più economica per i jeans contiene lo zolfo ed è dannosa sia per i lavoratori che per l’ambiente.
Oltre alle tinture, anche i processi grazie ai quali alcuni modelli di jeans assumono un aspetto logoro e “vissuto” possono essere dannosi per la salute di chi se ne occupa: inalando le particelle di sabbia che servono per ottenere l’effetto da jeans invecchiati, i lavoratori possono ammalarsi di silicosi. Per questo la maggior parte delle aziende non fa uso del processo di sabbiatura dei jeans, ma ancora a marzo del 2015 Al Jazeera scriveva che il metodo era ancora utilizzato in stabilimenti che producevano jeans per American Eagle e Hollister (che però hanno smentito).
Le aziende che si impegnano a produrre jeans in modo etico
Alcune aziende si impegnano a mantenere standard di correttezza ed eticità su come producono i jeans. Project Just, un sito che ha lo scopo di informare le persone su come vengono prodotti i capi di abbigliamento, ha preso in considerazione 69 aziende che fabbricano jeans e ne ha analizzato il processo di produzione. In particolare ha cercato di capire quali sono le aziende che non usano prodotti tossici, che garantiscono condizioni di lavoro sicure ai dipendenti o a quelli degli stabilimenti con cui lavorano, che si impegnano a consumare meno acqua (per ragioni ambientali) e pagano equamente i lavoratori. Solo 4 aziende hanno passato il test di Project Just: tre sono specializzate in jeans, l’americana Kings Of Indigo, l’olandese Mud Jeans e la svedese Nudie Jeans, mentre la quarta è Patagonia, l’azienda statunitense di abbigliamento sportivo.

Levi’s si è guadagnata una menzione speciale per l’impegno di abbandonare del tutto l’impiego di sostanze chimiche dannose per la salute entro il 2020 e per avere già eliminato molti prodotti tossici. I jeans di Levi’s, così come quelli delle altre tre aziende ritenute eticamente responsabili da Project Just, costano tutti dai 100 dollari (circa 90 euro) in su. Tra le aziende che non hanno passato il test ci sono Zara, H&M e Primark, ma anche altre non di “fast-fashion” come Lee, Wrangler, American Eagle Outfitters e J Brand Jeans.
Secondo Project Just, oltre all’aspetto della sicurezza dei lavoratori, queste cinque aziende si impegnano anche a ridurre l’impatto ambientale della loro produzione industriale. Levi’s per esempio ha una linea di jeans, la collezione “Water>Less”, per cui si ottiene l’effetto “vissuto” con un litro e mezzo di acqua invece che 42 litri, come avviene di solito. Kings Of Indigo e Mud Jeans riciclano inoltre vecchie paia di jeans.

Fonte> ilpost.it

  Versione Stampa   Invia  
Made in Italy Day 2017 - Scegli Prodotto Italiano Acquistalo nei Centri Storici
Notizia del 14/12/2017

Made in Italy Day 2017 VOGLIO ANCHE IO SOSTENERE IL MADE IN ITALY SCEGLI PRODOTTO ITALIANO ACQUISTALO NEI CENTRI STORICI Clicca Quì ...

 

PRODOTTI TAROCCHI A TAIPEI - Jimmy Ghione è andato a curiosare negli scaffali taiwanesi.
Notizia del 05/12/2017

Il Made in Italy è da sempre un vanto per il nostro Paese oltre a essere un marchio riconoscibile in tutto il mondo. Eppure c’è chi usa il brand "Italia" su prodotti fabbricati altrove, soprattutto quelli alimentari. L’inviato di Striscia la NotiziaJimmy Ghione è andato in trasferta a Taipei, Taiwan, dove sugli scaffali dei supermercati è pieno di prodotti italiani tarocchi. Spaghetti, salse, mozzarelle tutte prodotte in Australia, Califor...

 

Pasta al pomodoro 100% made in italy
Notizia del 23/11/2017

Pasta al pomodoro 100% made in italy. È questo l’obiettivo dell’accordo di filiera firmato ieri nella sede di Confagricoltura a Roma tra l’Organizzazione di Produttori OP Mediterraneo, società cooperativa foggiana che conta 150 associati e aderisce a Confagricoltura, e il pastificio Granoro s.r.l. Un accordo innovativo che mira a diventare un modello di integrazione e sviluppo economico e sociale del territorio, replicabile anche in altri comparti e che vuole mettere in relazione diretta agricoltori e industriali, abituandoli a dialogare tra loro in modo t...

 

Milano, apre Garage Italy: la "dolce vita" della vecchia Agip. 2000 ospiti Lapo invitati al Boulevard Certosa
Notizia del 09/11/2017

«Dolce vita 4.0». Luci tricolori all’esterno. Ambienti blu navy e Led avveniristici. Atmosfera futurista per l’apertura di «Garage Italia», nuovo hub creativo in piazzale Accursio all’interno dell’iconica ex stazione Agip Supercortemaggiore, restaurata dallo studio dell’architetto Michele De Lucchi.Il padrone di casa, vestito in completo bianco, è Lapo Elkann, direttore del progetto. I suoi ospiti sono arrivati da tutto il mondo. Li ha accompagnati a scoprire un luogo che per lui rappresenta «stile, passione, inventiva e bellez...

 

Ho fatto questo vestito ma non mi hanno pagato". I bigliettini di protesta nei capi di Zara
Notizia del 07/11/2017

Istanbul, i dipendenti di un fornitore sono rimasti dalla mattina alla sera senza lavoro: hanno riempito i vestiti in vendita di volantini che stanno facendo il giro del mondo MILANO - "Ho fatto questo capo che stai per comprare, ma non sono stato pagato per questo". Con questa singolare e riuscita protesta, i lavoratori di una società fornitrice di Zara hanno generato grande attenzione intorno al loro caso: una storia che arriva da Istanbul e sta rapidamente conquistando la rete.Hanno lasciato i biglietti con quella frase nei negozi della catena d'abbigliamento spagnola spiegando che lavor...

 

Difendere il Made in Italy: nasce
Notizia del 06/11/2017

L'eccellenza pistoiese Giorgio Tesi Group, azienda leader del florovivaismo italiano ed europeo, è tra i fondatori di 'Filiera Italia', la nuova realtà associativa che mette insieme agricoltura e industria alimentare italiane, per sostenere e difendere il Made in Italy.Promossa da Coldiretti, Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica) 'Filiera Italia' ha tra i soci fondatori insieme a Giorgio Tesi Group altre grandi ed importanti aziende italiane: Bonifiche Ferraresi, Ocrim, Farchioni Olii, Cirio agricola, Donna fugata, Maccarese, Ol.MaTerre Moretti (...

 

Made in Italy. Il ristorante italiano, da quo vado
Notizia del 17/10/2017

IL CIBO NEI FILM. Come cucinano la pasta all'estero? Una scena esilarante dal film Quo Vado con Checco Zalone ...

 

E' tutto un magna magna Max Laudadio di Striscia la Notizia ci parla di prodotti 'Made in Italy'
Notizia del 10/10/2017

Max Laudadio, giornalista di Striscia la Notizia, nella nuova rubrica, "è tutto un magna magna" parla del Made in Doganale e dei magheggi operati da aziende europee per l'importazione e rietichettatura dei prodotti di origine extraUe, in particolar modo nel settore agroalimentare.Di Seguito il link:  ...

 

Dal recupero dei centri storici alla banda larga: approvata la legge per salvare i piccoli comuni
Notizia del 28/09/2017

È legge. Con 205 voti a favore e nessun contrario. Il provvedimento “Salva borghi” ha ottenuto finalmente il via libera a Palazzo Madama dopo l’ok già ottenuto a Montecitorio. Insomma, «un bella giornata per l’Italia» per dirla con le parole del deputato Dem, Ermete Realacci, primo firmatario della legge. Anche perché i piccoli comuni, definizione che ricomprende tutti quelli al di sotto dei cinquemila abitanti, sono 5.591 e rappresentano il 69,9% dei Comuni italiani. Occupano il 54% del territorio nazionale, e sono il luogo in cui vivon...

 

Un'auto elettrica tutta made in Bari La vettura sarà presentata in Fiera
Notizia del 18/09/2017

Prima l’esposizione del prototipo in Fiera del Levante (nell’ambito dell’81esima Campionaria, di scena dal 9 al 17 settembre prossimi), poi la produzione che sarà attivata entro fine anno nell’ex stabilimento della Om Carrelli Elevatori: la prima auto made in Bari è sempre più vicina. Tanto che «Tua Industries», società facente capo al fondo d’investimento statunitense Lcv Capital Management (società di gestione fondi che fa capo a De Visconti e Bonidy), ha già «sistemato le carte» per pre...

 

Proposte ITPI per un futuro del sistema produttivo italiano
Ditte che producono interamente in Italia:
La nostra proposta si sostanzia nel Made i...
Introduzione dell'obbligatorietà della preventiva Certificazione da ente italiano, sull'igien...
Il principio della reciprocità dovrebbe essere alla base del commercio internazionale. I Pro...
I Produttori Italiani, i produttori esteri e gli importatori oltre all'attuale etichettatura riport...
E' auspicata la modifica dell'Istituto dell'apprendistato. Lo Stato si dovrebbe far carico di almen...
Il Ministero dello sviluppo economico dovrebbe istituire un albo delle Ditte che delocalizzano, con...
E stato proposto al Ministero dello Sviluppo Economico di regolamentare le agevolazioni alla promoz...
Per dare concretessa ed un indirizzo all'autosufficienza, Il Ministero degli Esteri potrebbe istit...
Segnalazione al Ministero dello Sviluppo Economico per un'immediata defiscalizzazione e decontribuz...
Defiscalizzazione automatica di tutti gli investimenti in ricerca....
Possibilità di attingere alla garanzia statale (ex legge 662) attraverso tutte le banche. Ris...


Forum, Opinioni e Proposte

Come ristrutturare e rendere profittevole un centro storico, come far ripartire le piccole imprese edili , come riportare il commercio nei centri stor...
Made in Italy Originale con questa comunicazione Informiamo Ufficialmente le Dogane Italiane che, in base alla legge attuale sulle rappresentanze, l'...
La tutela del Made in Italy La trasmissione di Rai 3 "Presa Diretta" delle 20.30 del 17 marzo u.s. ha messo in evidenza lo stato di abbandono del sis...
CONSIDERAZIONI IMPORTANTI. Lavoro per tutti dovrebbe essere l’argomento più trattato in TV, ma è l’ultimo. Forse grandi inte...


Elezioni 2013: Proposte dagli Imprenditori nel senso
della responsabilità e dell'efficienza

Proposta che penalizza le imprese con addetti e fa...
Tassa che colpisce immobili privati e di impresa c...
Adozione di unica tassa del:
20% (iva)su tu...
I dipendenti potranno avere il raddoppio dei propr...
L'impresa, sulla base di una sintetica guida, deci...
Sulla base della legge 662/96 lo Stato attiva uno ...
A tutela del citadino italiano, lo Stato dovrebbe ...
Il futuro corre sulla banda larga. Passato il temp...
Le attività di interesse pubblico dovrebber...
Tutte le attività economiche sia di interes...
Dovrebbe essere favorita attraverso una minore tas...
Il sistema viario è stato progettato per l'...
Lo stato non deve più errogare nessun contr...
Potrebbero essere previsti rimborsi forfettari sen...
Il piano dovrebbe prevedere il blocco assoluto del...
I contratti di assunzione nel settore pubblico dev...
Visto che gli eletti dovrebbero progettare e gesti...
Tutti i contratti, firmatari, spese e ricevute dov...
Limitano l'accesso alle professioni da parte dei g...
Abolizione del istituto del fallimento per tutte l...
Un eccesso di vincoli e costi per le Imprese. Tras...

Invia la tua opinione o proposta
Made in Italy - Il portale ufficiale dei produttori italiani
Sede legale
Via Visconti di Modrone 18
20122 Milano
Sede operativa
Palazzo Produttori
Via Carlo Cattaneo 1
63900 Fermo
Vedi mappa

Tel +39.0734.605483
Fax +39.0734.605482

direzione@madeinitaly.org
Siti collegati
Info